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Il racconto dei testimoni

I testimoni di Roma raccontano i momenti della mattina del 16 ottobre: l’inizio dei rastrellamenti…

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MAI PIÙ.

Mai più: chiare e semplici parole. Parole che si usano nel linguaggio di tutti i giorni, quando succede qualcosa di triste, doloroso, straziante e che speriamo non riaccada. O quando stupidamente diciamo ad una persona che non la vorremmo “mai più” rivedere. C’è chi invece di quelle chiare e semplici parole ne fa una firma. Sami Modiano, sopravvissuto ad Auschwitz-Birkenau, accompagna sempre ogni suo “autografo” con una dedica: MAI PIÙ. Ancora quelle due chiare e semplici parole. Un “mai più” che non significa unicamente “Mai più Auschwitz”, ma che intende qualcosa di più profondo.

Nei campi di concentramento venivano inflitte torture fisiche, ma soprattutto veniva letteralmente annientata la persona a livello psicologico. I “prigionieri” erano considerati infatti “pezzi” e non più persone. In quel luogo la persona veniva privata del proprio io e soprattutto della dignità. Il diritto alla vita, primo tra i diritti, non era rispettato.

Ad una delle due conferenze tenutasi durante il Viaggio, è stato chiesto a Sami se secondo lui al giorno d’oggi ci sia il rischio di una nuova Shoah. Lui, basandosi anche su quello che sta accadendo in Siria, ha affermato che purtroppo già stiamo vivendo, seppur in termini sempre diversi, una “nuova Shoah”.

In questi pensieri sono racchiuse quelle semplici e chiari parole: MAI PIÙ. Mai più un uomo sia privato della dignità, della propria persona e del diritto alla vita! Purtroppo porre fine a queste “nefandezze” per noi è molto complicato: potremmo cominciare a gridare quel nostro “Mai più” cercando di non voltarci altrove, quando per esempio sentiamo dei morti a causa di armi chimiche, o di persone morte nel Mar Mediterraneo, con l’intento di fuggire dal loro paese in guerra.

Ognuno quindi cerchi il proprio “Mai Più” e, dopo averlo trovato, che lo gridi che la vita è preziosa, ma soprattutto “bella”.

Chi sono i “testimoni”

Prima di intraprendere questo breve ma intenso viaggio, eravamo quattro giovani studenti qualunque.

Il 4 aprile, di ritorno da Cracovia, siamo stati designati come testimoni, incaricati di elargire un messaggio importante ai più giovani e ai più grandi.

Il nostro incarico non si limita a dover riproporre le storie di maestri di vita quali Piero Terracina, Samuel Modiano e le sorelle Bucci, bensì a sensibilizzare,  raccontando  che la sofferenza e il dolore che hanno caratterizzato gli anni Trenta e Quaranta del Novecento sono veri. Poter dire a coloro che negano la storia, che sbagliano, perché bisogna ricordare ed imparare dagli errori commessi nel passato.

Lo storico Marcello Pezzetti ha posto un interrogativo molto importante ai sopravvissuti, cioè se quello che è successo allora potrà mai ripresentarsi. Modiano ha assentito, contrariamente alle due “bambine”, ma i media parlano chiaro: in Siria e nei Paesi limitrofi si sta rivivendo pressappoco la medesima storia .

Riecheggiano dunque nelle nostre orecchie le parole di Sami e, fieri di essere stati eletti “testimoni”, nel nostro piccolo faremo qualcosa di grande, attraverso la consapevolezza e le parole che proferiremo a coloro che incontreremo. Il nostro obiettivo sarà quello di salvaguardare e indirizzare verso la strada giusta la nostra esistenza e di conseguenza la vita di coloro che ci circondano e il ricordo di persone vittime di scelte folli di un mostro.

Ricordare per vivere

Il passato: c’è chi lo rinnega, chi lo esorcizza, chi ne ha paura; eppure la storia ha sempre fatto parte di noi e noi di essa. Dimenticare non è la giusta via per ricevere un insegnamento in cambio, di cui poter usufruire durante la nostra vita. Sami Modiano si è fatto ancora una volta portavoce del coraggio di raccontare, non tanto per sensibilizzare, quanto per rendere consapevoli, e in qualche modo partecipi, quante più persone possibile del dolore che è stato costretto a provare.

«Chi non ricorda il passato è condannato a riviverlo per sempre»

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Non perdete mai la dignità! (Cit. P. Terracina)

IMG_5118Inizia oggi il nostro Viaggio, con l’incontro vissuto stamane con Piero Terracina.

Le parole che riecheggiano nei nostri cuori sono tante, ma le più forti sono state quelle riportateci del padre: “Siate uomini! Non perdete mai la dignità! Ma come si fa a mantenere la dignità quando si ha fame?”.

Il signor Terracina ci ha anche colpito con le parole a chiosa della sua testimonianza: “Ragazzi, ragionate sempre con la vostra testa! La libertà è un valore importantissimo, ma subito dopo ci sono la solidarietà e l’amicizia.

Spero che il passato non ritorni più per nessuno. Mai!”